Ricarica dei veicoli elettrici

36c87d37-6a0e-4c20-abfa-cc1e04ee8f0c.png

Ricarica dei veicoli elettrici a domicilio, cosa è obbligatorio?

Dal primo giugno 2017 i Comuni stabiliranno che ai fini del conseguimento del titolo abilitativo edilizio da parte di edifici residenziali e non residenziali con superficie superiore a 500 mq sarà obbligatorio prevedere la predisposizione all’allaccio per la possibile installazione di infrastrutture elettriche da utilizzarsi per la ricarica dei veicoli. È quanto emerge dalla lettura dello schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/94/Ue, del parlamento europeo e del consiglio del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di infrastrutture per i combustibili alternativi.

Per incoraggiare la diffusione dei veicoli elettrici e contribuire a uno sviluppo sostenibile, riducendo l’utilizzo dei tradizionali carburanti derivati dal petrolio il D.Lgs 257/16 introduce nuove regole.
Nato dal recepimento della Direttiva Europea 2014/94/UE (Directive Alternative Fuel Iniziative - DAFI) è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 13 gennaio il D.Lgs 257/2016. Il nuovo Decreto, che modifica il Testo Unico dell’Edilizia (DPR 380/2001), impone tra le altre disposizioni anche l’adeguamento dei regolamenti edilizi dei Comuni. Tali regolamenti, per il conseguimento dell’agibilità abitativa, dovranno prevedere l’obbligo della predisposizione all’installazione d’infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici. I Comuni dovranno adempiere a tale prescrizione entro il 31 dicembre 2017.

In particolare, l’articolo 15 del Decreto indica come edifici soggetti all’obbligo:

  • quelli non residenziali di nuova costruzione di superficie superiore a 500 metri quadrati;
  • quelli residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative, per un numero di spazi a parcheggio e box auto non inferiore al 20 per cento di quelli totali;
  • quelli già esistenti che vengono sottoposti a ristrutturazione edilizia di primo livello (intervento che coinvolge almeno il 50% della superficie lorda e l’impianto termico).

Per questa tipologia di immobili deve essere prevista la predisposizione alla connessione alla rete elettrica al fine di una possibile installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli adatte a consentire il collegamento di una vettura da ciascuno spazio a parcheggio coperto o scoperto e da ciascun box per auto, di pertinenza o no, in conformità alle disposizioni edilizie di dettaglio fissate nel regolamento stesso.

Il D.Lgs 257/2016, a carattere nazionale, è il riferimento per tutti i comuni italiani che, nell’ambito della loro autonomia decisionale, potranno interpretare la legge in modo più restrittivo, imponendo per esempio non la semplice predisposizione, ma bensì l’installazione.

Inoltre, per supportare lo sviluppo sul mercato della mobilità elettrica, il Decreto Legislativo impone la realizzazione sul territorio nazionaleentro il 31 dicembre 2020, di un numero adeguato di punti di ricarica accessibili al pubblico.

In particolare, le Regioni, nel caso di autorizzazione alla costruzione di nuovi impianti di distribuzione carburanti e di ristrutturazione totale di quelli esistenti, dovranno prevedere l’obbligo di dotarsi di colonnine per la ricarica elettrica.

Lo sviluppo del numero di punti di ricarica dovrà tener conto della quantità stimata di veicoli elettrici in circolazione e delle particolari necessità legate alla realizzazione di colonnine accessibili al pubblico localizzate in zone d’interscambio con i servizi di trasporto collettivo.